Translate

Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta fibra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fibra. Mostra tutti i post

giovedì 20 giugno 2013

Il primo comune disobbediente. Da oggi si coltiva canapa!

Oggi parliamo di piccolo comune della provincia di Lucca: Capannori.
Un comune di spiccato indirizzo agricolo della piana di Lucca.

Una notizia gira da marzo di quest'anno. La giunta di Capannori ha deciso di liberalizzare la coltivazione di canapa nel suo comune.


Ricordiamo ai nostri lettori che l'Italia era, fino a 50 anni fa, leader mondiale della coltivazione di canapa da fibra. Una ricchezza completamente rasa al suolo dalla demagogia del proibizionismo.
Ogni comune che possedeva terreni piani e umidi aveva le proprie coltivazioni. Da nord a sud.

La canapa è considerata la fibra vegetale più interessante dal punto di vista tecnologico. Le sue fibre lunghe e cave creano dei tessuti freschi e estremamente isolanti con una potenzialità inaspettata.
I contadini lo avevano capito. Ogni coltivatore aveva il suo piccolo appezzamento personale di canapa dalle quali estraeva le fibre per poter creare indumenti altamente tecnologici nella loro semplicità.

Non è ammissibile aver gettato al vento una potenzialità economica di questo tipo.
Con questo pensiero, il comune di Capannori ha detto "Basta, da marzo nel nostro comune si coltiverà canapa!"

Nonostante il bieco proibizionismo, in Italia e in Europa, le ricerche sulle potenzialità di questa pianta si sono evolute e sono avanzate senza sosta. Si è capito che il potere isolante di questa pianta va ben oltre le aspettative tanto da venir impiegato per la realizzazione di mattoni e pannelli isolanti completamente biodegradabili e ad impatto zero.
La rusticità di questa pianta permette un'alta produzione a bassi costi che favorisce la concorrenza ad altri materiali utilizzati allo scopo (quasi sempre sintetici).

In tempi di crisi, il comune si è impegnato a diversificare il reparto agricolo del territorio creando una rete di professionisti e agricoltori in grado di sviluppare una filiera completa per poter immettere sul mercato materiali per bioedilizia davvero competitivi.

E' il primo progetto al mondo riguardante la coltivazione di canapa da fibra di questa entità.

Articolo del comune:

Articolo de "Il Tirreno":
Capannori torna a coltivare canapa


(Questa è la part 1, se vi interessa c'è anche il seguito QUA!)

mercoledì 19 giugno 2013

La potenza della ginestra

La ginestra (Cytisus scoparius) è una pianta che fa parte delle leguminose (fabaceae).
Un pianta sicuramente comune in tutta la penisola.

Da nord a sud, su pendii soleggiati e asciutti e prevalentemente su rocce calcaree. Questo è l'habitat ideale per questa essenza.

Chi non conosce la ginestra? Il colore dei suoi fiori, gialli come lo zafferano creano macchie di colore visibili a distanza in tarda primavera.

E' una pianta tra le più rustiche. Si adatta bene a molti luoghi differenti e, una volta radicata sul terreno, si diffonde con una certa facilità creando cespi legnosi e duraturi da cui si dipartono annualmente lunghi rami flessibili e verdi che porteranno i fiori.


Nell'immagine si vedono le parti anatomiche principali della ginestra. Dato che è una leguminosa produce dei frutti a baccello ovoidali e piatti lunghi pochi centimetri.

PERCHÉ SCRIVERE UN POST SULLA GINESTRA?

Perché questa pianta così robusta può essere uno strumento per valorizzare luoghi fino ad ora considerati senza valore. Luoghi abbandonati e incolti.

COME?

Ricavando e filando la fibra contenuta in essa. Una fibra resistente e fresca estratta attraverso l'ingenio dell'uomo. Un procedimento lungo e difficile.
Come è naturale che sia, questa tecnica è stata soppiantata dalle fibre "moderne" specie quelle sintetiche. Anche il cotone a basso costo ha fatto la sua parte per ridurre a ricordo un metodo vitale specie per la popolazione calabrese (patria del filato di ginestra).

PERCHÉ E' IMPORTANTE RIQUALIFICARE QUESTA FIBRA?

Alleghiamo un video veramente molto bello. Un documentario completo sull'estrazione e la lavorazione della fibra di ginestra.
Ciò che si nota non è tanto il procedimento i sé ma ciò che ne deriva: solidarietà, comunità, amicizia e socializzazione. Tutto questo unito da una pianta.
Il senso di gruppo e di solidità di una società viene rafforzato con il lavoro comune. Ognuno ha il suo ruolo, ognuno la sua soddisfazione nel vedere il risultato finale.

PUÒ TORNARE AD ESSERE UNA RISORSA ECONOMICA?

Secondo noi sì. Certo non lavorandola come si vede nel video ma in maniera più "industrializzata" nei limiti della sostenibilità.
E' una buona coltivazione che potrebbe aiutare a far tornare terreni incolti a reddito e stabilizzare versanti a rischio di dissesto, grazie alle forti radici che si perdono nel tempo e nello spazio. 

GUARDATEVI IL VIDEO: