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sabato 13 luglio 2013

Concimazioni naturali

Sappiamo che concimare vuol dire apportare sostanze esterne al terreno in questione.
Queste sostanze possono essere un mix di molecole di derivazione chimica o naturale. Il concime naturale per eccellenza è il letame. In realtà, per il letame, si parla di ammendante cioè sostanza concimante che però non apporta solo molecole esterne ma che è anche in grado di modificare la struttura fisica del terreno.

In ogni caso oggi non parleremo di letame ma di un'altra concimazione naturale che, in realtà, è meno conosciuta anche se, per certi versi, di maggior interesse.

E' il SOVESCIO.

Che cos'è?!
Per sovescio si intende un concime vegetale che deriva da coltivazioni appositamente preparate per lo scopo nel medesimo terreno di coltura.

Per dirlo in maniera più elementare. Si coltiva un prato particolare sul terreno in cui si vuol coltivare. Prima di seminare la coltivazione, si sfalcia il prato e si interra l'erba tagliata.

Prima di seminare la coltivazione che ci interessa si seminano specie erbacee "interessanti". Principalmente si usa un mix di graminacee e leguminose selvatiche. Questo permette di apportare al terreno i nutrimenti necessari senza l'uso di concimi chimici.

Lo possiamo fare a casa?
Certo che sì.
Per esempio si può, durante il periodo invernale, andar a comperare un mix semi di trifoglio nano e lolietto da spargere in autunno nell'orto che andrà pian piano a svuotarsi.
Questo mix resiste a temperature basse e ha una veloce crescita. L'orto sarà inerbito prima di cominciare le coltivazioni primaverili.
A questo punto si può girare il cotico erboso formato interrandolo in profondità.

Quali sono i vantaggi?
I vantaggi principali sono:
- risparmio (non solo economico) rispetto all'acquisto di concime.
- praticità.
- possibilità di avere concime naturale e senza fatiche.
- concimazione degli strati più profondi.
- emersione degli strati profondi più ricchi (perché derivano da sovesci precedenti di anni passati).
- modificazione della struttura del terreno che diventa più soffice e più assorbente.

Vediamo ora delle immagini esplicative i ordine temporale:

(piante da sovescio in crescita dopo la semina)

 (sfalcio del cotico da sovescio)

(interramento dell'erba sfalciata)

Questo è un video su come questa tecnica può (ed è) essere utilizzata anche in aziende agricole più grandi e su vasta scala. Questo imprenditore agricolo ha scelto questa tecnica per le sue risaie.
Si creerà un prodotto più sano non solo per noi consumatori ma anche (e soprattutto) per l'ambiente evitando il dilavamento di sostanze chimiche potenzialmente dannose.

giovedì 27 giugno 2013

i "nemici" dell'orto (1° atto)

In questo post vedremo quali sono i principali e comuni nemici del nostro orto.
La maggior parte di questi avversari attaccano a sorpresa e con una velocità tale da prenderci alla sprovvista.

Possiamo dividere in 3 grandi gruppi l'esercito pronto ad attaccare le nostre piante:
- Insetti: afidi e larve di lepidotteri
- Molluschi: lumache e limacce
- Funghi: oidio e peronospora
(non vedremo virus e batteri perché più rari e perché non possiamo attuare una difesa attiva ma un insieme di buone pratiche)

La strategia comune a tutti questi viventi è quella di attaccare sviluppandosi molto rapidamente e colonizzando velocemente i nostri ortaggi.

Oggi ci concentreremo solo sugli insetti.

AFIDI:
Gli afidi (comunemente chiamati pidocchi) sono insetti di piccolissime dimensioni che abitualmente formano colonie non organizzate in vere e proprie società (come formiche o api).
Attraverso il particolare apparato boccale ad ago riescono a bucare il tessuto vegetale e succhiare la linfa altamente zuccherina delle nostre piante. Quando una colonia si concentra su di un germoglio è in grado di farlo avvizzire in breve tempo. Il danno può essere permanente specie su piante orticole che, rispetto a piante superiori, possiedono un numero di germogli inferiori.
Un danno a uno o più germogli può comportare una perdita di produzione evidente e un pesante stress per la pianta.
Questo è il cosiddetto danno diretto.

 (afide che succhia la linfa)

Gli afidi bucano la pianta e queste aperture permettono a batteri, funghi e virus un più facile ingresso. Dobbiamo immaginarci un muro di difesa.
All'esterno c'è un esercito di avversari pronti che però non riescono a varcarlo. All'improvviso arriva un essere molto più grosso dotato di martello pneumatico che crea dei varchi. Da lì possono finalmente entrare una serie di agenti potenzialmente pericolosi.
E' ciò che vien definito danno indiretto.

Altro danno indiretto è la capacità degli afidi di trasportare malattie virali. Succhiano linfa da una pianta malata e spostandosi su una sana rischiano di infettarla.

Non bisogna dunque sottovalutare questi piccoli esserini.

La loro strategia riproduttiva è la vera carta vincente.Sono in grado di far nascere decine di generazioni da uova non fecondate. E' ciò che si chiama PARTENOGENESI.
Si creano così individui adulti femmine "incomplete" ma capaci a loro volta di riprodursi per questa via.

 (partenogenesi - schema)

In una riproduzione sessuale normale la probabilità che la prole sia maschio è il 50%.
Nella partenogenesi si eliminano i maschi (che di per sé non sono in grado di riprodursi), privilegiando le femmine. La crescita è velocissima ed esponenziale. Da poche piccole uova, solitamente nascoste alla base del picciolo fogliare, nasce un vero e proprio esercito in brevissimo tempo. 

Difesa possibile:
Nonostante questa loro capacità hanno un punto debole. Il loro esoscheletro (rivestimento esterno o corazza) è molto sottile. Hanno quindi un'alta sensibilità alle sostanze urticanti.
La soluzione è il macerato anti-afidi che è stato un argomento trattato in un nostro post passato. Funziona molto bene, costa poco, è facile da fare ed è totalmente biologico.
QUI POTRETE VEDERE COME SI FA.

LARVE DI LEPIDOTTERI:
Quanto sono belle le farfalle. Con i loro colori e la loro agilità nel volo.
La loro prole, invece, non ci piace molto.
Le larve dei lepidotteri, più spesso conosciute con il nome di bruchi, sono tra gli animali più voraci al mondo. In rapporto alla loro dimensione mangiano molto più materiale vegetale rispetto all'elefante africano!
Sono costretti a mangiare tanto per avere l'energia necessaria a svilupparsi in breve tempo. Alcuni bruchi crescono di 20-30 volte nell'arco di pochi giorni.
Passano la loro fase larvale a mangiare e sono in grado di defogliare completamente intere piante.

(bruchi che banchettano)

Fortunatamente, non essendo ancora esemplari adulti, non sono in grado di riprodursi. Se sulle vostre piante ci sono 3 bruchi, 3 resteranno fino alla metamorfosi.
Il danno è evidente. La pianta defogliata soffre. La capacità fotosintetica si riduce e lo sforzo per creare nuovi germogli e e nuove foglie va a scapito della produzione.

Difesa possibile:
Molti bruchi sono schizzinosi a riguardo della dieta. Alcuni attaccano solo determinate specie. Se si nota un bruco su una foglia, si può staccare quella foglia e gettarla lontano. La lentezza estenuante di questi animali non permetterà all'aggressore di ritornare sulla pianta.
Se ve e sono più d'uno che stano aggredendo diverse foglie potete utilizzare il macerato anti-afide. In questo caso l'azione è di diverso tipo. Il liquido, rivestendo le foglie, le rende immangiabili.
I bruchi sono costretti ad allontanarsi alla ricerca di altro materiale vegetale.

Questi due comuni animali sono diffusi in tutti gli orti.
State molto attenti ai sintomi. Avvizzimenti sospetti, buchi e rosicate, sviluppo di nuovi germogli e sostanze appiccicose sulle foglie (melata). Tutti sintomi di possibile attacco di questi due nemici.
Appena ne vedete qualche esemplare è ora di spruzzare! La velocità è la nostra arma vincente.